Geografie elettorali tedesche: Berlino multicolore in una Germania bicolore

La legge elettorale tedesca, a prima vista, è riassumibile in una definizione semplice: proporzionale con la soglia di sbarramento al 5%.  Ciò vuol dire che la presenza in parlamento spetta solo ai partiti che superano tale soglia, e che solo essi ricevono un numero di seggi esattamente proporzionale ai voti ricevuti.  Dovremmo però dire, con maggior precisione:  ai voti ricevuti con la seconda scheda basata sulle circoscrizioni regionali.  Vi è però anche una prima scheda, che fa riferimento a collegi elettorali uninominali a turno unico (“all’inglese”).  Qui vince e va in parlamento chi prende più voti, foss’anche un indipendente svincolato dai partiti.  Ma la proporzione dei seggi vinti all’uninominale non deve alterare i rapporti di forza complessivi fra i partiti, che dipendono solo dalle seconda scheda.  E su questo punto sorgono notevoli complicazioni della legge elettorale, che in vista delle ultime elezioni è stata riformata proprio per regolare i rapporti tra prima scheda uninominale e seconda scheda proporzionale. Tralasciamo le complicazioni e soffermiamoci  sul fatto che le geografie elettorali tedesche che emergono dalle due rispettive schede sono diverse.  Nel voto uninominale, infatti, i due grandi partiti “popolari” (CDU/CSU e SPD) la fanno da padrone: chi vota i “piccoli” partiti nella scheda proporzionale spesso con la scheda uninominale preferisce supportare un candidato compatibile con le proprie visioni, ma che ha probabilità di essere eletto, piuttosto che il “proprio” candidato in senso stretto.  Di conseguenza è rarissimo che i “piccoli” partiti -Grüne (cioè i “verdi”), Linke e predecessori e, almeno fino a ieri, FDP – eleggano deputati attraverso i collegi uninominali. 

Nordrhein-WestfalenLe elezioni del 22 settembre 2013 non hanno fatto eccezione.  Vista attraverso l’ottica dei collegi uninominali la Germania è segnata in massima parte dal nero della CDU/CSU (che ha fatto il pieno in interi Länder, come la Baviera e il Baden-Württemberg), con varie isole rosse nelle zone metropolitane e operaie dove la SPD è tradizionalmente più forte.  Così, nella mappa accanto, vediamo la Ruhr come “cuore rosso” nella distribuzione dei collegi uninominali nella Renania Settentrionale-Westfalia.                                                                                                      Ma c’è un’eccezione rilevante: Berlino.  Nella capitale tedesca, i 12 collegi elettorali uninominali sono stati spartiti fra tutti e quattro i partiti attualmente rappresentati in parlamento. E la distribuzione del voto nelle varie parti della città è un indice significativo non solo del presente, ma anche di tutta la storia recente della capitale tedesca.  La distribuzione delle preferenze politiche non può infatti prescindere dalle particolari vicende della città, divisa per decenni sia materialmente sia ideologicamente.  D’altra parte, la politica dei nostri giorni riflette abbastanza fedelmente l’immagine per cui è nota al mondo la Berlino contemporanea: quella di un microcosmo in cui coesistono a fianco a fianco stratificazioni sociali e culturali che altrove sono in genere molto più segmentate e separate.

Berlin Wahlkreise

Secondo la geografia elettorale del 2013, le distinzioni fra Berlino ovest e Berlino est sono evidenti. La CDU si è aggiudicata cinque collegi il cui territorio si trova esclusivamente nell’antica Berlino ovest, la Linke quattro collegi il cui territorio si trova esclusivamente nell’antica Berlino est.  Poi vi sono due collegi a territorio misto: Mitte, che comprende il vecchio centro di Berlino est e due quartieri (Tiergarten e Wedding) che appartenevano a Berlino ovest e Friedrichshain-Kreuzberg, in cui il primo quartiere apparteneva a Berlino est e il secondo a Berlino ovest.  In questi due collegi, fra l’altro, la presenza di abitanti originari di tutta la Germania, per non dire di tutta Europa, è molto elevata.  E qui le preferenze politiche sono differenti: la SPD ha vinto a Mitte, i Verdi a Friedrichshain-Kreuzberg.  Del tutto particolare è la storia di quest’ultimo collegio.  Il suo rappresentante parlamentare, Hans-Christian Ströbele, è diventato una vera e propria icona del luogo: vi   Continua a leggere

Grand Paris Express: nonostante la crisi

Il governo francese è attualmente impegnato, nei sobborghi di Parigi e nell’intera regione circostante (Ile de France) a pianificare la più grande realizzazione degli anni a venire nel campo dei trasporti pubblici urbani e metropolitani dell’intera Europa:  il Nouveau Grand Paris Express.  Per estensione e portata, il progetto è  quasi comparabile alle iniziative che oggi la Cina sta conducendo nelle sue principali aree metropolitane.

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Dal 2015 al 2030, al Metro parigino verranno aggiunti 200 km. e 72 nuove stazioni. Il nucleo del progetto è costituito dal prolungamento di due linee esistenti (11 e 14) e dalla realizzazione di quattro nuove linee (15, 16, 17, 18).  Ad esso si aggiungono molte altre nuove infrastrutture: prolungamento della RER E nel settore occidentale; collegamento espresso fra Parigi e l’aeroporto Charles de Gaulle; nuove linee di tram e di bus ad alta qualità di servizio; tangenziali ferroviarie esterne servite con il ricorso alla tecnologia del tram-treno.

Il progetto, però, non mira soltanto a migliorare l’accessibilità reciproca dei circa 11.750.000 di cittadini che oggi popolano l’Ile de France.  Mira, anche e soprattutto, a generare nuovi strumenti di governance in una regione che ancor oggi è territorialmente polverizzata. Continua a leggere

150 anni di metropolitana londinese: e la città si dilata

La celebrazione delle origini della metropolitana londinese è un evento culturale di grande portata. 

ml_underground_LU150_typePoster e mappe dell’Underground, d’annata e recenti, sono un vero classico del design e della comunicazione pubblica, che la meritoria istituzione del London Transport Museum ci aiuta da parecchi anni a conoscere in tutte le loro sottigliezze.  Ma la riflessione sulla storia della metropolitana londinese è decisiva soprattutto per chi ha a cuore i destini della città presente e futura.  Ci fa toccare con mano quanto intimamente siano legati gli sviluppi della città e gli sviluppi della sua rete di trasporti pubblici.  Economia, politica, cultura e legami sociali sono impensabili senza la necessaria mobilità e accessibilità reciproca che queste reti garantiscono alle persone.

La storia di Londra e della metropolitana londinese è, al proposito, non solo esemplare, ma anche assai particolare.  Negli ultimi decenni dell’ottocento e nella prima metà del Continua a leggere