La società aperta e creativa, contro le bombe di Boston

E’ davvero possibile che i due attentatori ceceni di Boston abbiano agito da soli.  Ma il loro attentato è conforme a una tendenza tipica dell’estremismo jihadista nell’età posteriore all’11 settembre 2001: mira a colpire non le istituzioni del potere, bensì la vita quotidiana dei cittadini, proprio come nel caso dei treni e degli autobus di Madrid e di Londra.  Il terrorismo ha certo prodotto un’incertezza di più nella società occidentale.  Ma in questi dieci anni essa è stata più marginale di quanto si potesse pensare.  La voglia di vivere insieme ha superato la paura.  Negli anni dopo il 2001 le feste di strada a New York si sono moltiplicate.  E le maratone cittadine, nonostante tutti i problemi di sicurezza, vanno avanti.  A Londra, nei giorni successivi, si è corso regolarmente.

Boston-Marathon

Il valore simbolico dell’attacco alla maratona di Boston è stato rilevante.  Ha colpito insieme due aspetti irrinunciabili della vita quotidiana nella nostra terra patria: lo sport e la città. Questi sono elementi coesivi del nostro essere sociale, catalizzatori della comunicazione fra gli individui e fra le collettività, veicoli decisivi della creatività umana. La portata dello sport quale linguaggio comune del nostro mondo globalizzato è a tutt’oggi sottovalutata.  Eppure è un’attività umana condivisa, in molti modi, da miliardi di persone in tutto il globo che si basa sulla libera accettazione di regole comuni, indipendenti da fatti di etnia, nazione o classe.  Certo, come nelle pratiche di doping, vi è un’aspirazione ricorrente a infrangere le regole.  Ma quando l’infrazione viene scoperta, nessuno si mette a sostenere che le regole siano ingiuste e da annullare.

maratona londra

Nella gamma delle specialità sportive, le maratone sono particolari, al pari delle corse ciclistiche.  Mentre la maggioranza delle competizioni ha luogo in sedi dedicate allo scopo e perciò ritualizzate (stadi, palazzetti, piscine), maratone e corse ciclistiche si disperdono nel territorio e moltiplicano gli spettatori.  Non a caso, anche gli organizzatori delle Olimpiadi di Londra nel 2012 hanno ben compreso questa funzione delle maratone e hanno per esse realizzato un percorso molto avvolgente all’interno della metropoli, che ha coinvolto entrambi i centri storici tradizionali della City e di Westminster.

A differenze della maratone olimpiche, le maratone cittadine come quella di Boston (e di tante altre grandi città del mondo) hanno però anche la caratteristica di intrecciare le competizioni degli atleti professionisti di livello mondiale e le sfide contro se stessi dei dilettanti di ogni età e di ogni professione, che si allenano intensamente per potere prendere parte a queste feste comuni dove, in definitiva, tutti vincono e nessuno perde.  Sta qui il nesso inscindibile fra le maratone e le identità delle stesse città moderne.

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